In questo post vi racconteremo le ultime tappe del nostro tour tra i parchi della West Coast USA. Gli ultimi, ma non per questo meno affascinanti e particolari.

Partiamo con ordine dal nostro arrivo a Beatty, strano paesino a pochi passi dalla Death Valley. La zona ha l'aspetto tipico delle città abbandonate, che avrete sicuramente già visto in qualche film. Caldo afoso e strade deserte, con le classiche sterpaglie che rotolano. La nostra prima tappa è stata la ghost town di Rhyolite, a metà strada tra il nostro hotel e il parco. Lungo il percorso abbiamo anche incrociato un branco di asini, specie introdotta nella zona ultimamente. Il loro numero è andato aumentando in maniera notevole e il consiglio è di non avvicinarsi: sono a volte aggressivi e il loro sguardo la dice lunga sulle loro intenzioni!

Rhyolite

Rhyolite è un perfetto esempio di città fantasma sorta durante il periodo culmine della ricerca dell'oro. Nel 1920, con la stessa velocità con cui era sorta nel 1905 si è allo stesso tempo ridotta a piccolo paesino, fino a diventare poi la città fantasma che possiamo vedere ai giorni nostri. Si può visitare in autonomia e dispone di alcuni edifici ben preservati, come la Train Station Depot e la Bottle House. Esiste anche un piccolo museo, aperto durante il giorno con alcuni reperti legati alla storia della città. Noi ci siamo stati sia di giorno e sia di notte per vedere la via lattea contornata da questa ambientazione molto particolare.

Death Valley National Park

Il Furnace Creek Visitor Center della Death Valley si è rivelato molto interessante e ricco di informazioni sulla vita in questa vallata. Anche se il caldo è insopportabile, la zona presenta una variegata flora e fauna. Non solo, ci sono anche popolazioni locali che da tempo vivono in questa area nonostante le difficoltà legate alla temperatura. Questa tappa, ci ha anche permesso di rinfrescarci un po': il caldo qui si fa davvero sentire! Attenzione inoltre alla quantità di acqua che avete a bordo, il consiglio è di avere sempre a disposizione almeno 4 litri per persona.

La prima tappa che abbiamo visitato all'interno del parco, incuranti delle alte temperature, è stato Badwater Basin, il punto all'altitudine più bassa di tutti gli Stati Uniti (ben -86 s.l.m.). Abbiamo parcheggiato l’auto e abbiamo affrontato il caldo afoso per inoltrarci in questa vallata, il cui fondo risulta ricoperto completamente di sale. Una sorta di rivestimento brillante e bianco che si perde all’infinito. Il caldo si fa sentire e per questo motivo, vi consiglio ove possibile, di programmare la visita nelle prime ore della giornata. Purtroppo, noi non riuscivamo a modificare la programmazione e quindi, da buoni incoscienti, abbiamo dovuto visitarlo nel pomeriggio (con 54°C) e bere di conseguenza molta acqua.

Abbiamo poi proseguito verso la Artists Drive, un percorso circolare di 15km davvero interessante che vi permette di apprezzare i panorami più colorati di questa vallata. Merita uno stop la Artist Palette, dove le colorazioni delle rocce sono davvero particolari e virano dal giallo, al blu e al rosso. Ultima tappa della giornata è stato lo Zabriskie Point, dove sarebbe consigliata la visita all'alba per apprezzare ancora di più il giallo intenso delle formazioni rocciose.

Mesquite Flat Saand Dunes

La giornata successiva abbiamo attraversato il parco verso la nostra destinazione successiva, con una breve fermata a Mesquite Flat Sand Dunes, una serie di dune di sabbia, che sembrano quelle del deserto, tappa carina ma non imperdibile. Il tragitto verso il Sequoia National Park, non è stato breve, ma ci ha permesso di apprezzare la variegata natura di questa vallata. Arrivati accaldati e nel tardo pomeriggio in hotel, ne abbiamo approfittato per un tuffo in piscina.

Sequoia National Park

Il giorno successivo siamo entrati nel parco dall’ingresso ovest e abbiamo fatto una tappa al Foothills Visitor Center per verificare con i ranger se tutti i sentieri che avevamo in mente erano accessibili e avere qualche consiglio in più su quelli imperdibili, considerando il tempo a nostra disposizione.  Siamo partiti da Moro Rock, un picco di granito dove potrete godere di uno splendido panorama sul parco, dopo una salita a gradini di circa 15min. Una volta raggiunta la cima, avrete modo di realizzare quanto sia immenso questo parco e apprezzare la verde distesa dei suoi alberi. Come tappa, la consiglio come punto di inizio, prima di immergersi nelle vere e proprie passeggiate.

Abbiamo fatto poi uno stupendo percorso in auto, passando anche da alcuni punti caratteristici, come il Tunnel Log (la sequoia caduta in cui è stato ricavato un passaggio per le auto). Preparatevi a svariate fermate lungo il percorso, perché troverete splendide sequoie da fotografare. Non saranno famose, alcune magari non avranno un nome, ma sono sicura che vi lasceranno comunque senza parole. Troverete anche una serie di sentieri poco conosciuti, ma che vi permetteranno di apprezzare questo parco in tranquillità. Da segnalare il breve loop trail del Crescent Meadow e se avete tempo anche l'High Sierra Trail.

Successivamente abbiamo combinato insieme due delle più famose passeggiate del parco: il Congress Loop Trail con il General Sherman Tree Trail. Tra i due, quello che abbiamo preferito è sicuramente il primo, per la concentrazione maggiore di splendide sequoie. Preparatevi a fare la coda per una foto davanti al famoso Generale Sherman, la notorietà di questa sequoia causa spesso lunghi tempi di attesa. Prima di completare la visita abbiamo fatto anche una tappa al Giant Forest Museum, che spiega il ciclo di vita di queste piante millenarie, la cui nascita e morte è molto spesso legata al fuoco. Il fuoco infatti distrugge e allo stesso tempo crea spazio e terreno fertile per la crescita di nuove sequoie.

L'ultimo breve trail della giornata è stato al Big Trees Trail, poco distante dal museo e altamente consigliato perché lungo questo percorso è possibile osservare sequoie in diverse fasi di crescita. Un modo per distinguerle facilmente è il numero di rami che si trovano nella parte bassa del tronco, che tendono a scomparire man mano che la pianta diventa "adulta". Qui abbiamo fatto anche l'incontro più speciale del viaggio: una mamma orso ed il suo piccolo cucciolo, hanno attraversato il sentiero a pochi passi da noi. Ci siamo pietrificati, ammirando la loro maestosità. Per fortuna, non ci hanno notati e quindi hanno proseguito tranquillamente per la loro strada.

Mesquite Flat Saand Dunes

Una curiosità: lo sapete che esiste una terapia che si basa sul benefico effetto nell'abbracciare una pianta? Si chiama Silvoterapia e sinceramente ne ignoravo l'esistenza. Tuttavia, quando eravamo in questo parco ho provato ad abbracciare una sequoia (per quanto possibile!) e sono rimasta molto colpita dal fatto che la sua corteccia è morbida, a differenza di quanto mi aspettavo. Il suo spessore è comunque notevole e garantisce protezione alla pianta da molti eventi avversi. Qualcosa che vale la pena provare, ve lo assicuro!

Yosemite National Park

Yosemite National Park Entrance

L'ultimo parco con cui concludiamo questo post è lo Yosemite National Park. È un parco davvero stupendo e dalla dimensione infinita, molto spesso associato alla splendida formazione rocciosa di El Capitain, facilmente osservabile dalla strada principale che vi porta allo Yosemite Village Visitor Center. Come il parco stesso, anche questo centro visitatori è immenso, preparatevi a parcheggiare ad una certa distanza e camminare per raggiungerlo. Dopo avere raccolto un po' di materiale informativo, abbiamo deciso di percorrere il fantastico Mist Trail. Lungo questo sentiero avrete modo di avvicinarvi alla bellissima Vernal Fall e di apprezzare lo splendido arcobaleno che spesso si forma appena sotto alla cascata. Il sentiero poi prosegue lungo una ripida salita che vi permetterà di osservarla dall'alto. Da questo panoramico punto di osservazione, potrete anche notare la Nevada Fall in lontananza. Non avendo molto tempo a nostra disposizione, non abbiamo completato il trail, ma semplicemente un loop che passando anche su un tratto del mitico John Muir Trail, ci ha poi riportato a valle lungo un magnifico sentiero immerso nella natura. A parte il primo tratto, non troverete troppe persone e riuscirete ad apprezzare la natura tutta per voi.

Giusto per darvi un senso delle dimensioni di questo parco, il secondo giorno abbiamo avuto la possibilità di attraversarlo interamente percorrendo la Tioga Road, una meravigliosa strada panoramica lunga più di 100km. Partendo da ovest, vi consiglio di fermarvi lungo il percorso a Olmsted Point, dove è possibile vedere il maestoso Half Dome (se avete un binocolo potrete notare anche le persone che camminano lungo il suo trail, sembrano delle formichine!). Proseguendo costeggerete poi il cristallino Tenaya Lake, che merita una sosta. Giungerete successivamente in una zona molto verdeggiante, denominata Toulomne Meadows. In questa zona troverete anche un piccolo visitor center con informazioni su questa zona del parco. Qui ne abbiamo approfittato per una breve passeggiata il Dog Lake trail (5km, pendenza media). Ripresa l'auto, abbiamo completato l'ultimo tratto di questa strada che termina con il Tioga Pass.

Siamo poi usciti dal parco per visitare Mono Lake. Un lago davvero particolare e caratterizzato da strane formazioni di tufo. Ha un aspetto quasi lunare e molto probabilmente sarà stata questa particolarità a far si che i Pink Floyd scegliessero questo luogo per la copertina di Wish you were here. Nel 1941 il dipartimento delle acque di Los Angeles ha deviato i principali affluenti di questo bacino, facendone abbassare il livello e rendendo conseguentemente queste formazioni visibili.

Anche in queste tappe ringraziamo Dimitri per le ottime foto di gruppo e per gli scatti di noi due insieme.

Prima di partire

  • dove soggiornare? Trovare hotel in queste località non è stato semplice. Prezzi molto alti e non sempre vicinissimi all'ingresso del parco. Queste le soluzioni che abbiamo scelto:
    • Death Valley: non ci sono molte alternative per dormire vicino alla Death Valley. Noi abbiamo scelto un hotel a Beatty, sulla strada verso Rhyolite. Si tratta del Death Valley Inn & RV Park un motel semplice, ma pulito. In zona non troverete molto altro
    • Sequoia National Park: anche in questo caso non è semplice trovare una struttura in prossimità del parco, noi abbiamo trovato a Three Rivers il Lazy J Ranch Motel, anche in questo caso nulla di particolare, camera datata, ma piscina e colazione ritirabile anche al sacco dalle 8am
    • Yosemite Nationak Park: abbiamo soggiornato al Yosemite View Lodge. Posizione strategica a poca distanza dal parco, camera molto ampia e con balconcino. Peccato per il wi-fi a pagamento e le stoviglie datate. Dal lato est del parco abbiamo soggiornato anche a Lee Vining, nella struttura Lake View Lodge in un super camper. Abbastanza comodo e con cucina dotata di tutti confort.
  • dove mangiare? Questi i nostri consigli:
    • Death Valley (Beatty): non ci sono molte alternative, quindi vi dovrete un po' accontentare. Noi abbiamo scelto il folcloristico Happy Burro Chili and Beer locale e cameriera come in un film americano e menù piuttosto limitato, ma discreto (solo chili, la loro specialità, hamburger e patatine)
    • Sequoia National Park (Three Rivers): noi abbiamo mangiato un'ottima grigliata al Sequoia Cider Mill. Non lasciatevi impressionare dall'aria desolata dell'ingresso. Ha un bel patio all'aperto e la carne alla griglia è davvero buona
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