Quando abbiamo deciso di programmare il nostro viaggio in Oman le nostre aspettative  erano piuttosto differenti: le mie (Francesca) molto alte, quelle di Marco non ben definite. Una volta rientrati, entrambi portavamo nel cuore meravigliosi ricordi indelebili. L’Oman si è dimostrato essere non solo un paese affascinante dal punto di vista naturalistico e storico, ma anche per la gentilezza del suo popolo.

Non ci siamo mai sentiti così coccolati in tutti i paesi visitati in questi ultimi anni e senza dubbio l'Oman è ad oggi al primo posto nella classifica della gentilezza. Tutte le persone che abbiamo incontrato sono sempre state pronte ad aiutarci senza nemmeno chiederlo, ad accoglierci con un gesto gentile che non aveva un doppio fine e così orgogliose del loro paese da desiderare fortemente che anche noi potessimo beneficiare di così tanta bellezza.

Un ringraziamento speciale va a Khalifa, un amico che ci ha accompagnato alla scoperta del suo paese durante i primi due giorni del nostro viaggio. Non ci saremmo mai spinti ad esplorare certi luoghi senza di lui e altri più speciali, non avremmo nemmeno saputo come fare a raggiungerli, quindi un grazie va tutto a lui per averci aiutato ad inaugurare il nostro viaggio al meglio.

Questo le tappe principali del nostro itinerario:

GIORNO 1-5:Muscat
GIORNO 5-7:Nizwa
GIORNO 7-8:Wahiba Sands
GIORNO 8-9:Wadi Shab, Wadi Bani Khalid e Sur
GIORNO 9-10:Muscat

Muscat

Il primo contatto con  l’Oman per la maggior parte dei viaggiatori inizia dalla sua capitale. Una città impressionante prima di tutto in termini di dimensioni: per attraversarla tutta ci vuole più di 1h! Proprio per questo motivo abbiamo deciso di dedicarle un articolo a parte, che pubblicheremo nei prossimi giorni.

Nizwa: la tradizione che continua

Visitare Nizwa, un tempo capitale del paese, equivale ad un viaggio autentico nella vita tradizionale omanita. Pianificate il vostro arrivo a Nizwa di giovedì sera: il venerdì mattina qui si tiene il leggendario mercato del bestiame, un evento che da solo vale il viaggio. Noi ci siamo arrivati poco prima delle 6 del mattino perché è proprio a quell’ora che inizia uno degli spettacoli più autentici che potrete vedere in Oman, non ancora deturpato dalle frotte di turisti dei tour che arrivano solitamente (e per fortuna) qualche ora più tardi.

Il mercato si svolge in uno spiazzo circolare accanto al souq e l’asta vera e propria inizia intorno alle sette. Gli animali vengono fatti sfilare in cerchio mentre i venditori ne decantano le qualità con grande enfasi. I potenziali compratori, seduti intorno allo spiazzo, osservano attentamente: toccano i denti, palpano la muscolatura, controllano il pelo, valutano l’andatura. Tutti gli uomini indossano la dishdasha sempre di colori chiari e il kummah sul capo. Per chi ama la fotografia, questo è un paradiso: volti fieri, espressioni concentrate, movimenti carichi di significato.

Quando avrete osservato per un po' questo rituale di contrattazione, spostatevi verso il vicino souq, uno dei più grandi e affascinanti dell’Oman. Rinnovato mantenendo il suo carattere tradizionale, il mercato si articola in diverse sezioni, ognuna dedicata a specifici prodotti. La zona più moderna ospita il mercato ortofrutticolo, della carne e del pesce, frequentato principalmente dalla gente locale. È interessante osservare come in Oman siano principalmente gli uomini a fare la spesa di cibo, anche se sono le donne a cucinare.

La parte più dolce del souq è quella dedicata ai datteri e all’halwa, il dolce tipico omanita a base di farina e burro chiarificato aromatizzato con zafferano, acqua di rose e frutta secca di cui siamo diventati particolarmente ghiotti. Passate tra le varie bancarelle e assaggiatene le diverse versioni per decidere quale preferite. I datteri di Nizwa sono considerati i migliori di tutto l’Oman, ne troverete decine di tipologie diverse: assaggiateli per scegliere il vostro preferito. Noi abbiamo scelto i Farah!

Nella sezione dell’artigianato, troverete terracotte, ceramiche, tessuti, cesti intrecciati e soprattutto l’argenteria, per cui Nizwa è famosa in tutta la penisola arabica. Tra i prodotti più caratteristici ci sono i khanjar, i pugnali ricurvi tradizionali (rappresentati anche nel centro della bandiera dell'Oman) che oggi vengono indossati dagli uomini durante le cerimonie ufficiali o tenuti in casa come oggetti decorativi.

Non perdete la parte vecchia del souq, quella non ancora restaurata, con i suoi archi di pietra e i passaggi stretti. È qui che troverete le spezie omanite in tutta la loro vivacità cromatica. Noi abbiamo acquistato l'omani masala, una miscela di spezie tradizionale dell'Oman, usata soprattutto nella cucina di carne e riso.

Quando avrete completato i vostri acquisti, raggiungete l'imponente Forte di Nizwa, con la sua enorme torre circolare che domina la città accanto al minareto della moschea. Costruito nel XVII secolo dal sultano Bin Saif Al Ya’rubi è il monumento nazionale più visitato dell’Oman.

La caratteristica distintiva è l'enorme torre circolare: 45 metri di diametro, 34 metri di altezza, riempita di terra fino a metà per renderla ancora più solida e resistente. Questa ingegnosa costruzione aveva una funzione strategica fondamentale: controllare l’oasi e le rotte commerciali circostanti.

Lungo il percorso potrete visitare le stanze arredate con tappeti, cuscini colorati e donne che utilizzano utensili tradizionali che ricreano l’atmosfera di un tempo. Le prigioni del basamento ora ospitano un percorso museale con pannelli che raccontano la storia della città.

Una volta raggiunta la parte alta del forte, la vista spazia a 360 gradi: le palme dell’oasi, il profilo frastagliato dei monti Hajar sullo sfondo, la cupola ocra e il minareto della vicina Moschea in primo piano, e tutto intorno il dedalo delle strade della città.

Nel cortile interno del forte si tengono diverse rappresentazioni di canti e danze tradizionali da parte di gruppi in costume, un’occasione per vedere dal vivo le tradizioni culturali omanite. L’ingresso al forte costa 5 rial e il venerdì fa una breve pausa in concomitanza con la preghiera di mezzogiorno.

Nizwa merita almeno due o tre giorni di permanenza, sia per godersi con calma tutte le sue attrazioni, sia perché è una base strategica perfetta per esplorare i dintorni: noi vi segnaliamo il villaggio tradizionale di Misfat Al Abryyin e il Forte di Bahla.

Consiglio local: a circa 20km a sud-est da Nizwa, fermatevi per una breve tappa al villaggio abbandonato di Birkat aò Mouz. Nel villaggio con le case costruite tradizionalmente con i mattoni di fango, potrete fare una tranquilla passeggiata in un ambiente silenzioso e quasi surreale. Proseguite poi fino al Falaj Al Khatmain. Qui potrete osservare da vicino i falaji, antichi canali di irrigazione tuttora funzionanti per portare l'acqua dalle sorgenti ai villaggi (alcuni di essi sono anche patrimonio UNESCO).

Misfat al Abryyin: un villaggio sospeso tra le montagne

Arroccato sulle pendici delle montagne Hajar, Misfat Al Abriyyin è uno di quei luoghi che sembrano sospesi nel tempo, dove la pietra e il fango raccontano storie di secoli e l’acqua continua a scorrere seguendo antichi percorsi.

I vicoli stretti e tortuosi si inerpicano lungo il pendio, creando un dedalo affascinante dove ogni angolo rivela scorci di straordinaria bellezza: porte di legno antico, finestre decorate, scalinate che conducono a terrazze panoramiche da cui lo sguardo spazia fino alla pianura sottostante. L’architettura si fonde perfettamente con il paesaggio, in un dialogo armonioso tra uomo e natura che dura da centinaia di anni.

Se scendete verso la parte più bassa del villaggio, potrete osservare i falaji che da secoli portano l’acqua dalle sorgenti montane attraverso canali scavati nella roccia, alimentando terrazzamenti verdeggianti dove prosperano palme da datteri, alberi da frutto, gelsomini e rose.

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A differenza di molti villaggi storici abbandonati, Misfat è ancora vivo: le famiglie continuano a abitare le case tradizionali, a coltivare i terrazzamenti e a mantenere vive le antiche tradizioni. Alcuni abitanti hanno aperto guesthouse o piccole botteghe. Noi abbiamo apprezzato il piccolo negozietto all'ingresso del paese dove abbiamo acquistato dell'ottimo miele.

Forte di Bahla: custode dell'architettura omanita

Circondato da 12 km di antiche mura di fango, questo forte compare improvvisamente e risalta nel panorama circostante in tutta la sua imponenza. È tra i più suggestivi forti dell'Oman e da tempo patrimonio UNESCO.

La fortezza non era solo un baluardo militare, ma il cuore pulsante di un’oasi prospera, famosa fin dall’antichità per la produzione di ceramiche, datteri e per essere un importante centro di commercio lungo le rotte carovaniere.

Camminare tra le sale restaurate del forte, salire sulle sue torri e affacciarsi dalle feritoie rappresenta un vero e proprio viaggio nel tempo, significa immergersi in un passato di sultani, guerrieri e leggende.

Non abbiamo trovati tanti turisti e anche per questo abbiamo ancora più apprezzato la visita a questo forte, che consideriamo una tappa davvero imperdibile.

Wahiba Sands: una notte nel deserto

Tra le esperienze che ci sentiamo di consigliarvi è soggiornare almeno una notte del deserto. Wahiba Sands è un immenso deserto famoso per le sue dune dorate. Qui si trovano diverse strutture che vi permetteranno di vivere un'esperienza davvero indimenticabile.

Noi abbiamo scelto di soggiornare allo Starry Domes, uno splendido campo dotato di pochi bungalow confortevoli e ben distanziati tra di loro. Abbiamo lasciato l'auto al punto di ritrovo poco dopo pranzo e con le loro auto ci siamo addentrati nel deserto. Nessuna indicazione presente, ma loro logicamente sanno bene come muoversi.

La struttura offre diverse attività da distribuire nel corso della giornata, noi abbiamo optato per un'esperienza di dune bashing al tramonto che è stata particolarmente spericolata, ma molto divertente per Enea. Dopo diversi sali e scendi abbiamo raggiunto il culmine di una duna e abbiamo aspettato che il sole scendesse oltre l'orizzonte.

Alla sera, la cena è a buffet nella struttura principale. Abbondante e gustosa, c'era qualcosa per accontentare i gusti di tutti. Dopo cena, ci siamo fermati a sorseggiare del tè e guardare una partita di calcio della nazionale omanita, prima di ritirarci nel nostro bellissimo bungalow.

La mattina ci siamo svegliati presto per osservare il sole sorgere, una esperienza davvero suggestiva! Dopo colazione poi abbiamo approfittato dei diversi spot molto instagrammabili per una serie di scatti ricordo.

Non è poi mancata un'esperienza molto emozionante per Enea: la passeggiata sul cammello. Abbiamo costeggiato il perimetro del campo e Enea si è divertito un sacco. Poco prima di pranzo, siamo poi ritornati a recuperare la nostra auto per proseguire nel nostro viaggio.

Wadi: le oasi nel deserto

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Tra i tesori naturalistici dell'Oman che vanno assolutamente visitati, i wadi si posizionano senza dubbio in cima alla lista. Si tratta di canyon dove scorre l’acqua tutto l’anno, creando piscine naturali dalle sfumature turchesi e smeraldo che contrastano con il paesaggio arido circostante. Visitarli significa immergersi in un’avventura che combina trekking, nuoto e la scoperta di una natura tanto selvaggia quanto affascinante. Per rispetto alla popolazione locale, ricordatevi che qui il bagno si deve fare con spalle e gambe coperte, come indicano anche i vari cartelli che troverete all'ingresso dei wadi.

Nel pianificare il nostro viaggio abbiamo dovuto logicamente fare delle scelte e abbiamo optato per il Wadi Bani Khalid, tra i più accessibili e uno più avventuroso ma imperdibile, il Wadi Shab.

Il Wadi Bani Khalid è facilmente raggiungibile in un'ora di auto dal deserto di Wahiba Sands. Una volta raggiunto il posteggio, bastano appena cinque minuti a piedi per raggiungere le prime piscine naturali. L’acqua è alimentata da sorgenti calde sotterranee, quindi è piacevolmente tiepida anche nei mesi invernali. A poca distanza dalla prima piscina, si trova anche un comodo ristorante, servizi igenici e cabine per cambiarsi. Questo lo rende ideale per le famiglie o per chi cerca un’esperienza poco impegnativa.

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Se il Wadi Bani Khalid è l’oasi accessibile, il Wadi Shab è l’avventura che ogni viaggiatore in Oman dovrebbe vivere. Situato a circa un’ora e mezza da Sur, lungo il percorso costiero per tornare a Muscat, questo wadi offre un’esperienza più impegnativa ma incredibilmente gratificante.

L’avventura inizia con una breve traversata in barca attraverso un fiume (il costo è di 1 rial a persona per andata e ritorno), un momento magico che prepara a ciò che vi aspetta. Assolutamente consigliato arrivare quando l'imbarcazione inizia il servizio, verso le 7 del mattino.

Il sentiero di circa 2,5 km attraversa inizialmente palmeti rigogliosi e poi si trasforma in un divertente percorso tra massi e rocce che richiedono un po’ di equilibrio. Nulla di impossibile, in ogni caso (lo abbiamo fatto noi con un bambino di meno di 3 anni). È stata un'esperienza magica perchè l'abbiamo potuta vivere quasi in solitaria, visto che eravamo i primi turisti della giornata.

L’escursione completa, tra andata e ritorno, richiede dalle 2 alle 4 ore, a seconda di quanto tempo dedicate al nuoto e all’esplorazione. Le piscine naturali del Wadi Shab sono semplicemente spettacolari, con acque cristalline di un turchese intenso incorniciate da pareti rocciose verticali. Il vero gioiello si trova alla fine del percorso: una grotta nascosta con una cascata, raggiungibile nuotando attraverso un breve passaggio stretto e buio. È un momento che lascia senza fiato e che rende ogni goccia di sudore del cammino più che meritata.

Dato che Enea era con noi, abbiamo preferito alternarci nell'ultimo tratto a nuoto, rimanendo a turni a giocare con lui in prossimità della prima piscina. L'esperienza in solitaria è stata assolutamente emozionante: solo il suono dell'acqua che scorreva, la corrente calda che incrementava man mano che ci si avvicinava alla sorgente e poi l'ingresso da soli nella grotta. Un vero e proprio turbinio di emozioni.

Per visitare il Wadi Shab è indispensabile avere scarpe adatte sia per camminare che per entrare in acqua (le classiche scarpe da trekking impermeabili sono perfette), maglietta e pantaloncini da bagno per rispettare le usanze locali, e una borsa impermeabile per proteggere telefoni e oggetti di valore. La capacità di nuotare è fondamentale, soprattutto per raggiungere la grotta finale (gli ultimi 100m non si tocca). Se arriverete come noi al mattino presto, avrete tutta questa meraviglia quasi in esclusiva, dalle 11:00 in poi il wadi si affolla e perde purtroppo un po' del suo fascino.

Entrambi i wadi offrono esperienze indimenticabili, ciascuno con il proprio carattere. Visitarli significa scoprire un lato dell’Oman che pochi si aspettano: un deserto che nasconde oasi di bellezza straordinaria, dove la natura ha creato autentiche meraviglie.

Per concludere una meraviglia naturale che pur non essendo un wadi merita di essere inserita in lista. Si tratta del Bimmah Sinkhole (in arabo Hawiyat Najm, che significa "la stella cadente") è uno spettacolare laghetto circolare, formato in seguito al cedimento del terreno calcareo. Si trova inserito nel complesso di un parco e si trova a circa 130km da Muscat.

Sur, dove il mare racconta storie antiche

Raggiungiamo Sur nel pomeriggio, dopo aver visitato Wadi Bani Khalid. La nostra visita sarà una breve tappa nel viaggio di rientro verso nord. Ci dirigiamo subito verso il cantiere navale, l’unico ancora attivo in tutto l’Oman, dove nascono i dhow, le tradizionali imbarcazioni in legno che per secoli hanno solcato l’Oceano Indiano. Osservare gli artigiani al lavoro è come fare un salto indietro nel tempo: niente progetti scritti, solo mani esperte che tramandano un sapere antico, modellando il legno pregiato con gesti che sembrano danze. Ci muoviamo tra barche in costruzione, attenti a non inciampare tra corde e attrezzi sparsi ovunque: ogni barca è una vera e propria opera d'arte.

Prima di ripartire, percorriamo con l'auto il ventoso lungo mare. Sarebbe stato piacevole fare anche una passeggiata, ma il vento era davvero intenso.

Prima di partire

  • Come mi muovo? L'auto è la soluzione più comoda per spostarsi in Oman. A seconda del vostro itinerario valutate se vi serve un 4x4. Considerate però che le tariffe salgono molto e in alcune circostanze (come il soggiorno nel deserto) le strutture prevedono già il trasporto dal punto di ritrovo. Se siete alla ricerca della migliore offerta, provate a fare un preventivo qui:
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  • Dove soggiornare? Durante il nostro tour abbiamo scelto sempre alloggi in posizione strategica, a partire da Nizwa. Abbiamo scelto questa casa con piscina, in mezzo al nulla, ma a 30min dal souq, molto utile quindi per raggiungerlo venerdì di prima mattina. Per la notte a Wahiba Sands tra le infinite proposte noi abbiamo scelto Starry Domes per i bungolaw confortevoli e ben distinziati, i servizi di qualità e il contesto molto suggestivo e fotografico. Per visitare il Wadi Shab abbiamo scelto di soggiornare a Tiwi: volevamo essere tra i primi ad ammirare in tranquillità questa meraviglia della natura. La struttura che abbiamo scelto a pochi minuti dal wadi ha camere semplici ma con l'essenziale per una notte

  • Dove mangiare? Per pranzare abbiamo sempre optato per soluzioni semplici, piccoli ristoranti locali o indiani (che sono aperti anche al venerdì durante la preghiera).